Il Maestro Sacconi
nella testimonianza del professor
Andrea Mosconi
Conservatore dei Beni Liutari della Città di Cremona

Cremona, 28 luglio 1985


Avevo sentito parlare molto di Simone Fernando Sacconi, prima di conoscerlo personalmente: mancavano pochi giorni al Natale del 1961, quando fui invitato, presso la sede dell'Ente Provinciale per il Turismo, per provare due violini di Antonio Stradivari che Desmond Hill aveva portato da Londra. Bisognava definire l'acquisto di uno di essi in modo che Cremona potesse, con ciò, onorare degnamente il più illustre dei suoi liutai. Si decise per l'ex Joachim che, pochi mesi dopo, venne ribattezzato «Il Cremonese» 1715.

Il Professor Alfredo Puerari, Direttore del Museo Civico di Cremona, e Simone Fernando Sacconi furono i protagonisti di questo memorabile avvenimento. Cominciava, da quel momento, l'era moderna della storia della liuteria nella città che aveva dato i natali ai più grandi liutai di ogni tempo.

Mi si presentava così per la prima volta anche l'occasione di esaminare attentamente due preziosissimi strumenti di Antonio Stradivari con l'aiuto illuminante di Simone Fernando Sacconi. Il suo modo di comunicare era inimitabile: palesava una conoscenza estremamente approfondita dei problemi in discussione; sostenuto da una memoria prodigiosa citava fatti ed esperienze, che lo avevano visto protagonista, per mettere chiunque in condizione di capire. Ogni anno, dal 1961, ritornava a Cremona per qualche settimana; era quella la sua unica vacanza. Una vacanza però del tutto particolare: viveva giornate intense nella città dove aveva operato Antonio Stradivari, colui che egli considerava il più grande dei liutai e, al tempo stesso, il suo vero maestro.

Molti erano gli studiosi, gli appassionati, i grandi concertisti che venivano da lui per consultarlo a proposito di questioni riguardanti strumenti di valore; particolare attenzione però riservava soprattutto ai giovani, con i quali era prodigo di insegnamenti e consigli.

A Simone Fernando Sacconi, considerato uno dei più prestigiosi liutai di tutti i tempi, per quella sua capacità di trasformare la quantità enorme di energia fisica e intellettiva che possedeva in creazioni mirabili, si deve una delle opere teoriche più prestigiose che la letteratura liutaria conosca. Nel 1972 si fermò a Cremona più di due mesi; si doveva completare la stesura di quello che sarebbe diventato il suo testamento artistico: «I 'Segreti' di Stradivari». Mi chiese di collaborare con lui alla revisione finale del testo; fu per me un grande onore e sicuramente un'esperienza indimenticabile. L'11 novembre 1972 gli veniva conferita la cittadinanza onoraria per i suoi alti meriti nel campo degli studi liutari.

Mi salutava per l'ultima volta il 30 novembre di quell'anno; non lo avrei più rivisto.

Cremona, 28 luglio 1985

Tratto dal libro: «Dalla liuteria alla musica: l’opera di Simone Fernando Sacconi», presentato il 17 dicembre 1985 alla Library of Congress di Washington, D.C. (Cremona, ACLAP, prima edizione 1985, seconda edizione 1986, pag. 324 - Italian / English).