Il Maestro Sacconi
nella testimonianza del liutaio-archettaio ed esperto
Bernard Millant


Parigi, 29 agosto 1983
Link: Bernard Millant


La scena si svolge a New York nella primavera del 1949. Sono un liutaio lavorante da Monsieur Rudié nella 49Strada e lavoro allo stesso banco con Jacques Français. 

Mio padre Max Millant conosce la Casa Emil Herrmann e io mi reco nella 57a Strada per fare conoscenze. Ecco a quando risale il mio primo incontro con Fernando Sacconi, che era a quell'epoca capo di bottega di quella Casa.

Il contatto è diretto, simpatico, dal momento che Sacconi parla molto bene il francese. Conosce bene Jacques Français ed ecco che ci invita a trascorrere una domenica pomeriggio di primavera nella sua casa privata di Long Island. Una accoglienza semplice, distesa, una vera atmosfera familiare con la presenza della Signora Sacconi.

Fra liutai: di cosa si parla? Di violini naturalmente e di clienti, con numerosi aneddoti... Poi Sacconi, dopo il tè, ci invita a visitare al primo piano, nella soffitta, il suo laboratorio privato, dovrei dire il suo santuario, dove per il suo piacere e per progredire nella nostra arte, aveva allestito un banco da lavoro che (come risultava ovvio a un occhio esperto) [faceva pensare, n.d.t.] più ad un «laboratorio di ricerca» che ad una bottega di produzione. In un angolo vedo una grossa lavatrice che sembra adibita ad altro uso e mi viene da chiedergli: che cosa fa Lei con questa? Oh... sono degli esperimenti per trattare il legno: acero e abete. In che cosa li mette a bagno? In niente, li espongo a certe esalazioni, ma se il risultato è buono, Le racconterò più tardi di che cosa si tratta.

Ricercatore instancabile e appassionato al proprio mestiere, idoleggiava Antonio Stradivari.

Ho rivisto Fernando Sacconi più tardi, ben più tardi e molte volte nel mio ufficio a Parigi, ma non ho mai potuto sapere il risultato finale di quell'esperimento.

Parigi, 29 agosto 1983

Tratto dal libro: «Dalla liuteria alla musica: l’opera di Simone Fernando Sacconi», presentato il 17 dicembre 1985 alla Library of Congress di Washington, D.C. (Cremona, ACLAP, prima edizione 1985, seconda edizione 1986, pagg. 78-79 - Italian / English).