Il Maestro Sacconi
nella testimonianza del liutaio, restauratore ed esperto
Dario D'Attili

Dumont, 6 marzo 1984
Link: Dario D'Attili


Incontrai per la prima volta Sacconi nel 1937, quando avevo 15 anni. Mia sorella minore studiava il violino e mio padre, insegnante di musica, cercava un buon violino alla portata dei nostri mezzi limitati. E così visitò la bottega dello scomparso Emil Herrmann, che era allora uno dei più importanti commercianti di violini al mondo. Sacconi, che dirigeva il laboratorio di restauro, quando seppe che la nostra famiglia veniva da Roma divenne ben presto un amico intimo. Ci scambiavamo visite amichevoli, e io rimasi affascinato da un violino che stava costruendo, la copia intarsiata dello Stradivari «Hellier», che ho saputo la sua deliziosa moglie ha generosamente donato al Museo di Cremona dopo la morte di lui.

Chiesi immediatamente se mi fosse stato possibile diventare suo apprendista nella bottega di Herrmann. Rimasi molto male quando mi rispose che sfortunatamente non c'era spazio nella piccola bottega, ma mi assicurò che m'avrebbe chiamato appena si fosse liberato un posto.

Fedele alla promessa, mi chiamò nel 1938 per darmi la buona notizia che si era liberato un posto. Iniziò così tra noi una collaborazione che è durata per 35 anni, fino alla sua morte avvenuta nel 1973. Come insegnante, Sacconi non aveva eguali. Basta contare le botteghe aperte con successo dai suoi allievi per rendersi conto dell'influenza che Sacconi aveva sugli altri. Il Maestro Sacconi era molto fiero dei suoi allievi. Non scorderò mai la sua gioia alla notizia della mia nomina a Direttore Generale della ditta Rembert Wurlitzer, avvenuta poco dopo la morte del Signor Rembert Wurlitzer. Il suo sostegno e la sua fiducia furono illimitati.

Il Maestro Sacconi fu un liutaio completo. I suoi strumenti lo dimostrano chiaramente, la sua abilità di perito era unica e le sue tecniche di riparazione vengono ancor oggi usate nelle migliori botteghe.

Nei suoi altri molteplici interessi, dimostrò la stessa mente indagatrice e la stessa eccellente capacità di esecuzione.

Sembrava aggiungere ogni anno qualcosa in più alle sue conoscenze, e mi rendo conto che al momento della sua morte era ancora all'apice della carriera.

Ho un grandissimo debito verso Sacconi per l'aiuto che mi diede nel raggiungere il successo nella mia attuale attività come esperto nel campo delle perizie.

Dumont, New Jersey, 6 marzo 1984

Tratto dal libro: «Dalla liuteria alla musica: l’opera di Simone Fernando Sacconi», presentato il 17 dicembre 1985 alla Library of Congress di Washington, D.C. (Cremona, ACLAP, prima edizione 1985, seconda edizione 1986, pag. 55 - Italian / English).