Simone Fernando 
Sacconi


L'uomo e il maestro

nelle testimonianze dei più grandi liutai,
esperti e musicisti

che lo hanno conosciuto

Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica:
l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»
Cremona: Aclap, 1985

Nella foto sopra:
Il Maestro Sacconi a Point Lookout, Long Island, NY, 1948.

Simone Fernando Sacconi

Viola tenore realizzata dal Maestro. New York, 1934.  © Foto Claudio Rampini

Simone Fernando Sacconi

A destra nella foto: il Maestro Sacconi durante i lavori preparatori della grande mostra del «Bicentenario Stradivariano», allestita a Cremona, nel Palazzo dell'Arte, dal maggio all'ottobre del 1937.
A sinistra: il prof. don Illemo Camelli allora direttore del Museo Civico di Cremona.

Simone Fernando Sacconi

Copia del violino intarsiato di Antonio Stradivari «Hellier» del 1679, realizzata dal Maestro. Lo strumento è conservato nel Museo del Violino di Cremona. © Foto Getty Images

Simone Fernando Sacconi

Collaudo della voce di uno strumento.

Simone Fernando Sacconi

«I 'segreti' di Stradivari»
Cremona: Libreria del Convegno Editrice, 1972.

Pablo Casals e Simone Fernando Sacconi

"A Simone Sacconi con i miei sinceri ringraziamenti e i più cordiali saluti". 
"Bene, debbo congratularmi con Lei per il Suo lavoro. Sono molto felice del violoncello. La sonorità, nonostante sia un po' diversa da prima, è comunque meravigliosa." (Pablo Casals, Molitg-les-Bains, Francia, 7 giugno 1958).


2023

In ricordo di Simone Fernando Sacconi
nel 50° Anniversario della morte


Il prossimo anno ricorre il 50° Anniversario della scomparsa del grande liutaio, restauratore di strumenti antichi, ricercatore ed esperto Simone Fernando Sacconi (Roma, 30 maggio 1895 / Point Lookout, Long Island, NY, 26 giugno 1973), uno dei massimi esponenti della liuteria del Novecento.

In vista di questo importante appuntamento e per onorare la memoria del Maestro, è parso appropriato riproporre in questo sito web a lui dedicato alcuni brani tratti dal libro in italiano-inglese «Dalla liuteria alla musica: l’opera di Simone Fernando Sacconi», dato alle stampe dall'Aclap di Cremona nel 1985 e presentato il 17 dicembre dello stesso anno alla Library of Congress di Washington D.C.

In questa corposa pubblicazione internazionale, ideata e promossa dai maestri liutai Francesco Bissolotti e Wanna Zambelli di Cremona, si sono raccolte le testimonianze di tanti che nel mondo – grandi liutai, restauratori di strumenti antichi, esperti, famosi musicisti, collezionisti e studiosi – hanno conosciuto o lavorato con Sacconi.

L'importanza e il valore storico dei singoli contributi hanno indotto a rispettare con assoluto rigore l'integrità dei testi originali, nella loro varietà di stili, intonazioni e forme di espressione. Si sono così salvaguardate la spontaneità e la ricchezza del sentire di ognuno; qualità che hanno fatto di quest'opera un omaggio prezioso dei grandi di ieri e di oggi al grande Maestro e alla sua arte.

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Fernando Sacconi (...) creò il metro col quale tutti gli altri furono misurati, e ci sono moltissimi liutai e violinisti che debbono le loro carriere e le loro conoscenze alla sua generosità.
E così la sua memoria continua a vivere dentro noi tutti.
[Isaac Stern, New York, 19 febbraio 1984]

Non v'è alcun dubbio che Simone Fernando Sacconi fu un grandissimo liutaio e qualsiasi restauro fatto da lui fu, in sé, un capolavoro.
La sua sensibilità e la sua ammirazione per i magnifici strumenti che passavano per le sue mani erano segnate da un rispetto profondo. Come studiava e misurava i grandi Stradivari, Amati e Guarneri! Divenne una «storia d'amore».
(...) I musicisti di oggi hanno nei confronti di Simone Fernando Sacconi un enorme debito di gratitudine.
[Leonard Rose, New York, 19 gennaio 1984]

La mente indagatrice di (...) Sacconi ha esplorato tutto ciò che aveva a che fare con violini e archi, ed egli è diventato celebre sia come costruttore di nuovi strumenti, sia come esperto, restauratore e maestro nella messa a punto degli esemplari antichi più pregiati.
Molti dei suoi più intimi amici e dei suoi clienti più stimati sono ormai anch’essi scomparsi, ma dai racconti dei musicisti che hanno con cortesia contribuito a questo libro emerge la figura di un liutaio loro dedito e del tutto qualificato a servire i loro bisogni.
Dalle testimonianze dei liutai il lettore non soltanto comprenderà l’eccezionale stima che si aveva per il Maestro Sacconi, ma intuirà anche qualcosa della sua grandezza come insegnante e della sua amabile generosità nel trasmettere il sapere che aveva con tanta fatica accumulato.

[Charles Beare, Londra, 4 luglio 1985]

Conobbi Sacconi per la prima volta nel 1937 a Cremona, e più tardi lo stesso anno a New York, dove dirigeva la bottega di Emil Hermann. In quell'occasione gli mostrai un violino ancora senza vernice per averne un suo giudizio e dei consigli. Da allora gli feci regolari visite finché divenni dipendente di Emil Herrmann. Da quel momento in poi, lavorando a tempo pieno con Sacconi, ebbi l'eccezionale opportunità di rimanere sotto la sua guida fino al 1947, quando mi trasferii a Los Angeles e mi misi in proprio. Non mi soffermerò su degli aneddoti, ma citerò quelli che ritengo siano i più importanti e mirabili contributi che quest'uomo rinascimentale ha dato alla nostra arte e alla nostra professione.
Innanzitutto, aveva una destrezza stupefacente in tutte le fasi dell'intaglio del legno, tanto da collocarlo fra i migliori mai esistiti. Inoltre, sapeva disegnare e ritoccare come un pittore e, soprattutto, conosceva a fondo i grandi liutai classici italiani dei secoli XVI, XVII e XVIII e aveva gradualmente acquisito – attraverso la sua quasi fanatica dedizione e operosità – un vasto sapere generale e un gusto raffinato.
Tutti questi copiosi doni meravigliosamente sviluppati si accompagnarono a una fantasia artistica che gli permise di inventare nuove e sofisticate tecniche di riparazione, che insegnò a quegli allievi che realmente lavorarono con lui. Fu un vero pioniere in questo campo e il risultato della sua attività didattica fu un innalzamento del livello della liuteria e del restauro negli Stati Uniti, al punto che quel livello è ancor oggi insuperato.
I suoi colleghi hanno continuato la sua opera sia qui che in Europa. Per quanto riguarda la ricerca, nessuno prima di Sacconi ha eguagliato lo zelo con cui lui studiò il lavoro dei liutai classici italiani. Lo studio veramente minuzioso di circa i due terzi dell'opera di Stradivari gli permise di pubblicare il suo così prezioso libro: «I 'Segreti' di Stradivari». Nacque in lui anche un grande interesse per lo studio dei materiali usati dai liutai classici, e le sue scoperte riguardanti i materiali per la filettatura usati dai diversi liutai e nelle diverse scuole furono fedelmente catalogate e ampliate da Dario D'Attili, che di Sacconi fu senza dubbio l'allievo più devoto, l'assistente e il collaboratore di più lunga durata (35 anni).
Mi è stato chiesto in che modo Sacconi abbia influenzato il mio lavoro. La risposta è: "In tutti i modi." Mi ha aiutato a capire e ad apprezzare la grande tradizione classica italiana. 
[Hans Weisshaar, Los Angeles, 21 marzo 1984]

Sacconi era l’oracolo per noi violinisti. Quando ci si incontrava tra colleghi e ci si chiedeva questo violino cos’è, cosa non è, la prima domanda era: “Sacconi l’ha visto? Cosa dice Sacconi?” Lui era l’ultima parola, era il vangelo, e non solo per noi, ma anche per tutti i suoi colleghi, e questo è anche più importante, perché di colleghi straordinari ce ne sono, però per tutti loro – soprattutto quando si parlava di Stradivari – era Sacconi che aveva l’ultima parola; c’era quindi questa enorme considerazione, veramente enorme; sia tra i miei che fra i suoi colleghi era un po’ una specie di mito, Sacconi era un mito.
E voglio ricordarlo così, come un grande faro, quasi un riferimento obbligato per musicisti e liutai.
Un grandissimo esperto ed un grande uomo, di una straordinaria umanità.
[Salvatore Accardo, Cremona, 7 ottobre 1983]

Simone Fernando Sacconi era un artigiano che attraverso un incessante lavoro ha portato la sua arte tanto vicino alla perfezione quanto solo la passione per il mestiere permette. Fedele, modesto nonostante la sua grande reputazione e la sua sapienza, e con la sua sensibilità latina, si può dire di lui con W. Shakespeare: «Gli elementi erano così amalgamati in lui che la Natura potrebbe alzarsi e dire al mondo intero: "Questo era un uomo!"»
[Pierre Vidoudez, Ginevra, 1° luglio 1983]

Il contributo fondamentale di Fernando Sacconi nel campo della musica e della liuteria è quello di essere stato una specie di ponte fra Cremona e tutti i liutai moderni, perché lui non diceva che si devono copiare i cremonesi – questo non è possibile – ma che si deve approfittare della bellissima esperienza del passato, che si devono ricercare le possibilità del futuro e che, nel presente, si devono miscelare le due possibilità, i due elementi.
Per Sacconi la liuteria era semplicemente una forma di vita.
[Henryk Szeryng, Principato di Monaco, 24 giugno 1985]

Farei torto a Sacconi se non riferissi della grande stima e dell'altissima considerazione che si avevano di lui nell'ambiente musicale. Era conosciuto da tutti, da Menuhin a Stern, a Francescatti, Brengola, Gulli, Accardo, Zukerman, Perlman, ecc. e da tutti era ritenuto il grande luminare, il grande professionista sia nel restauro che nella montatura degli strumenti antichi.
Proverbiale era la sua capacità di riparare, riportandoli a nuova vita, grandi capolavori del passato, con una abilità manuale straordinaria che era frutto sia della sua enorme esperienza che della sua eccezionale sensibilità e del suo grande amore per la creatività del proprio lavoro.
E riproporre oggi la figura di Sacconi credo equivalga innanzitutto a riproporre, nel contesto della nostra moderna società industriale, il valore centrale della creatività del lavoro, valore che ritengo debba accomunare tanto l'opera del liutaio quanto l'arte del violinista.
[Uto Ughi, Venezia, 17 febbraio 1985]

Ho conosciuto Simone Fernando Sacconi una ventina di anni fa, in occasione del mio primo giro di concerti in America, quando il Maestro era ancora da Wurlitzer alla 42a Strada. Sono stato subito affascinato dalla straordinaria personalità umana e professionale di Simone Sacconi, dalla conoscenza incredibile della liuteria antica e dalla bravura eccelsa nella creazione e nel restauro.
[Franco Gulli, Bloomington, Indiana, 5 luglio 1983]

Ho una fotografia di Sacconi nella mia bottega, appesa dietro di me mentre lavoro. Lo chiamo il mio angelo protettore; lo so che sembra sciocco, ma io ho come delle conversazioni con lui, specialmente quando sono in difficoltà e gli dico qual è il mio problema.
In qualche modo sento che, con lui là, posso risolvere meglio il problema: è come avere una spalla su cui appoggiarsi. Se qualcosa va storto, mi giro e do la colpa a lui, poi penso a cosa lui avrebbe fatto in una situazione simile.
Cerco ancora di seguire i suoi ideali, di essere mentalmente elastico e di curare ogni dettaglio dei restauri che sto facendo nel modo che lui avrebbe adottato. Avevamo e abbiamo ancora una specie di relazione spirituale.
[Carlos Arcieri, New York, 28 febbraio 1984]

Sono sicuro che, se esiste un paradiso dei liutai, [Sacconi] siede ora alla destra di Antonio Stradivari e starà chiedendo a Giuseppe Guarneri del Gesù: "Perché eri un artigiano così poco accurato?"
[Anthony Wrona, Buffalo, 1° maggio 1984]


La 'segreta' grandezza

di Simone Fernando Sacconi

di Claudio Rampini



Definire in poche parole la figura di Simone Fernando Sacconi è cosa impossibile perché la figura di questo grande liutaio non può essere racchiusa in una categoria rigida, data la vastità della sua opera e del suo pensiero, ma tenterò comunque di tracciarne le linee essenziali così da dare un’idea di chi sia stato Sacconi e della sua importanza nella storia della liuteria e della musica.

È importante innanzitutto precisare che, tra gli altri, Sacconi ebbe Giuseppe Fiorini come insegnante che lo introdusse ai “segreti” dell’opera stradivariana; infatti fu proprio lo stesso Fiorini che riuscì dopo molte difficoltà a venire in possesso dell’intera collezione degli attrezzi e delle forme originali della bottega di Stradivari. Quindi, Sacconi ebbe il privilegio di avere informazioni di prima mano sull’opera del grande Stradivari, e non sul “sentito dire”, che purtroppo ha caratterizzato gran parte della storia della liuteria italiana dalla fine del 1700 in poi.

È giusto il caso di ricordare che se da una parte sono stati versati fiumi di inchiostro che hanno avuto per oggetto la liuteria classica cremonese, dall’altra abbiamo dovuto prendere atto che quel periodo d’oro della nostra arte vide terminata la sua gloria verso la metà del 1700, per le mutate condizioni politiche e sociali. In buona sostanza non ci furono eredi o studiosi che potessero tramandare il modo di operare degli antichi liutai cremonesi.

Questa frattura insanabile tra il mondo liutario antico e quello moderno ha generato strumenti diversi nel metodo di costruzione e quindi anche nel suono rispetto a quelli classici, questo anche ha contribuito al mito di Stradivari e ai suoi presunti “segreti”.

Sacconi, che nel 1931 emigrò negli Stati Uniti, prima trovò impiego presso Hermann e poi presso Wurlitzer, due tra i maggiori commercianti di strumenti antichi allora presenti sul panorama mondiale liutario e musicale, e fu in queste sedi che Sacconi sviluppò la sua arte magistrale di restauratore di strumenti originali.

Ben presto Sacconi divenne il punto di riferimento di gran parte dei più famosi musicisti del mondo, perché non basta possedere un bellissimo violino di Stradivari o di Guarneri del Gesù per vedersi garantiti concerti memorabili, un buon strumento ha bisogno di essere seguito in modo costante, un po’ come un’automobile da corsa, e il suo meccanico Sacconi era presente puntualmente affinché gli strumenti fossero sempre nella condizione ottimale di esprimere la loro stupenda voce.

La lezione che Sacconi ancora oggi ci impartisce è quella della continuità: nella tradizione, nel costruire strumenti nuovi, nel riparare e mettere a punto quelli storici, nell’assistere i musicisti, nello sviluppare la cultura e il gusto per la musica, nel consentire alle giovani generazioni di liutai e musicisti di partire con il piede giusto, nel mantenere vivo lo spirito di una ricerca.

Senza una garanzia di continuità al liutaio non rimarrebbero altro che muti pezzi di legno senza significato su cui lavorare.

Alla fine degli anni ’50 del 1900 Sacconi iniziò i suoi “pellegrinaggi” a Cremona, portando con sé il suo sterminato e prezioso patrimonio di conoscenze, perché Stradivari e l’ambiente in cui era vissuto lui voleva conoscerlo da vicino, nella certezza che un’arte pure abbandonata come quella della liuteria classica lasci comunque qualche traccia dietro di sé. Ed ebbe a stupirsi nel constatare che gli attrezzi originali della bottega stradivariana, donati alla città di Cremona dal suo maestro Giuseppe Fiorini, giacessero abbandonati a prendere polvere in un museo.

Ma i cremonesi non hanno colpe poiché la storia dell’arte è caratterizzata da abbandoni e riscoperte; così come la musica di Bach e di Vivaldi è stata riscoperta secoli dopo la scomparsa dei loro autori, anche gli attrezzi e le forme originali degli strumenti di Stradivari hanno avuto bisogno di qualcuno che li riscoprisse e ne comprendesse l’importanza.

A Sacconi fu concessa la cittadinanza onoraria dal Comune di Cremona per i suoi straordinari meriti liutari e culturali; il romano Sacconi, americano adottivo ed onorato cittadino cremonese, nei fatti può essere considerato un cosmopolita, un uomo che ha attraversato culture diverse senza mai subirle e capace di coglierne sempre il lato migliore.

Assieme ai suoi allievi prediletti Francesco Bissolotti e Wanna Zambelli, Sacconi ha vissuto a Cremona uno dei periodi più creativi della sua vita, e non è una coincidenza che anche grazie a lui il leggendario violino di Antonio Stradivari, oggi conosciuto come il «Cremonese 1715», sia stato il primo strumento classico a fare ritorno in città dopo più di 200 anni di assenza. Una città che ritrova la sua memoria.

Il testamento spirituale di Sacconi è il suo libro “I 'segreti' di Stradivari”, un’opera in cui egli ha trasferito il patrimonio immenso della sua conoscenza, ancora oggi considerato un testo di riferimento per chiunque si interessi di strumenti, di musica e di liuteria, che fornisce infiniti spunti di ricerca e che ha segnato di fatto il confine tra una liuteria del “sentito dire” e quella del “io ho visto e toccato”.

Il 50° anniversario della morte di Sacconi, che cadrà il prossimo anno 2023, non rappresenta solo l’occasione di rievocare la figura di questo grande liutaio, ma anche di parlare e di confrontarsi sul suo libro, sui suoi insegnamenti, sui suoi metodi. Non solo, avremo modo anche di ascoltare alcuni dei meravigliosi strumenti di Sacconi attraverso la grande maestria dell’ensemble inglese «Sacconi Quartet» che, il 25 giugno 2023, sarà protagonista di un attesissimo concerto nello splendido Auditorium «Giovanni Arvedi» del Museo del Violino di Cremona. Sarà Sacconi stesso che tornerà a parlarci attraverso i suoi strumenti offrendoci un’opportunità unica di crescita artistica.

Nella foto in alto: Viola tenore di Simone Fernando Sacconi, New York 1934
Testo e foto di © Claudio Rampini, 21 luglio 2022

L'anniversario
Sacconi e il mito
di Stradivari


Già in campo diverse iniziative per celebrare
i cinquant’anni dalla morte del liutaio
Accardo: "Era il vangelo"


di Nicola Arrigoni

«La Provincia» di Cremona / Cultura & Spettacoli
martedì 9 agosto 2022

Nella foto:
Il Maestro Sacconi intento alla sgrossatura del contorno
del fondo di uno strumento.

Ensemble
«Sacconi Quartet»


Sacconi Quartet


Simone Fernando Sacconi
Il nome «Sacconi Quartet» deriva dal famoso ed eccezionale liutaio e restauratore italo-americano del Novecento Simone Fernando Sacconi, il cui libro I "segreti" di Stradivari è considerato ancora oggi un riferimento sicuro e indispensabile per i liutai.

Strumenti del «Sacconi Quartet»
Ben Hancox suona un violino Sacconi del 1932 e Robin Ashwell una viola Sacconi del 1934, entrambi prodotti a New York. Hannah Dawson suona un violino Sacconi del 1927 fatto a Roma, e Cara Berridge suona un violoncello di Nicolò Gagliano del 1781.
Gli strumenti di Ben, Hannah e Cara sono generosamente prestati dalla Royal Society of Musicians, la più antica associazione musicale britannica. Robin è in debito di gratitudine con Ellen Solomon per l'uso della sua viola.

«Sacconi Quartet»
in concerto

Gli strumenti del Quartetto

Robin Ashwell (viola Sacconi 1934) e Cara Berridge (violoncello Nicolò Gagliano 1781)

Quel pomeriggio di una calda estate assieme al Sacconi Quartet


Che cosa c'è di più bello di un quartetto di Beethoven?
La risposta non può che essere una sola: un quartetto suonato bene
.

Testo e foto di
Claudio Rampini
da «Il Portale del Violino»

Simone Fernando Sacconi

Violoncello costruito dal Maestro (Roma, 1927)

Immagini pubblicate per gentile concessione del Museo

© Foto Claudio Rampini

Testimonianze sul Maestro Sacconi

Simone Fernando Sacconi 
nel racconto della moglie
 
Teresita Pacini

Point Lookout, Long Island
29 febbraio 1984

Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica:
l'opera di Simone Fernando Sacconi»

Nella foto: 
Simone Fernando Sacconi

Charles Beare
Liutaio, restauratore ed esperto

Londra, 4 luglio 1985

Charles Beare
e il Maestro Sacconi


Introduzione al libro: 
«From Violinmaking to Music: The Life and Works of Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
La copertina del libro
(English version)

Link: Charles Beare

Francesco Bissolotti
Liutaio

Cremona, 26 giugno 1985

Francesco Bissolotti e
il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
La copertina del libro
(versione italiana)


Link: Francesco Bissolotti

Lee Wurlitzer
Ex Presidente della ditta Rembert Wurlitzer

New York, 29 aprile 1985

Lee Wurlitzer
e il Maestro Sacconi

Dal libro: 
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»



Nelle foto (dall'alto):

 A destra, il Maestro Sacconi con la signora Lee Wurlitzer (al centro) e la figlia Marianne (seconda da sinistra).
La signora Wurlitzer è diventata Presidente della ditta Rembert Wurlitzer di liutai e commercianti in strumenti antichi dopo la morte di suo marito Rembert, che aveva fondato la società a New York nel 1949. La collaborazione fra Rembert Wurlitzer e Fernando Sacconi aveva portato la ditta a fama mondiale e ne aveva fatto il punto d'incontro dei più famosi musicisti nel campo degli strumenti ad arco. Come Presidente, la signora Wurlitzer si è distinta per aver concluso la più grande transazione mai fatta, quella dei preziosi violini della Collezione Hottinger.

Rembert Wurlitzer, Fondatore e Presidente della omonima prestigiosa Casa di violini di New York, nella quale Sacconi ha lavorato per oltre vent'anni. Dopo la morte del Maestro, la ditta ha cessato la propria attività.

Da Wurlitzer al 120 della 42a Strada Ovest a New York.
In prima fila, da sinistra: Simone Fernando Sacconi, Rembert Wurlitzer e Dario D'Attili.
In seconda fila, da sinistra: René A. Morel, Mario D'Alessandro, John Roskoski, Tommy Bertucca, William Salchow, Hans J. Nebel e Frank Passa.

Link: Rembert Wurlitzer Co.

Marianne Wurlitzer
Ex Vice-Presidente della ditta Rembert Wurlitzer

New York, 11 luglio 1985

Marianne Wurlitzer e
il Maestro Sacconi


Dal libro: 
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Il maestro Sacconi con Marianne Wurlitzer, figlia di Rembert e Lee Wurlitzer.

Link: Rembert Wurlitzer Co.

Violino
Antonio Stradivari
«Il Cremonese» 1715
ex Joachim



Il Maestro Sacconi adorava il sommo liutaio. A Stradivari ha dedicato una vita intera di studi e ricerche, i cui risultati ha documentato con dovizia di particolari nel libro «I 'Segreti' di Stradivari».

«I 'Segreti' di Stradivari» è stato l'ultimo regalo che Fernando Sacconi ha fatto alla sua professione, un resoconto dettagliato di come Stradivari costruiva i suoi impareggiabili strumenti, ed è diventato quasi una bibbia.
Il metodo ivi descritto è, io credo, certamente quello di Stradivari e quasi certamente il migliore, ma Sacconi si sarebbe dispiaciuto per quelli che lo seguono ciecamente presumendo che il loro risultato sia inevitabilmente buono. Egli ha raggiunto il suo alto livello ed è diventato il grande personaggio che era mettendo in dubbio tutto, seguendo il proprio istinto e decidendo con la propria testa, ricercando sempre un modo migliore per fare le cose e un risultato migliore. Antonio Stradivari stesso difficilmente può essere stato diverso.

[Charles Beare, Londra, 4 luglio 1985]

Lo strumento è conservato nel prestigioso «Museo del Violino» di Cremona, meta di migliaia di visitatori ogni anno, e viene suonato in audizioni, concerti e performance di celebri violinisti nell'Auditorium «Giovanni Arvedi» dello stesso Museo, sala di superba bellezza e la cui acustica perfetta è lodata in tutto il mondo.

Link: Museo del Violino

Il Maestro Sacconi
nelle testimonianze di alcuni dei più grandi Musicisti
che lo hanno conosciuto

(in ordine alfabetico)

Salvatore Accardo
Violinista

Cremona, 7 ottobre 1983

Salvatore Accardo
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto: Il violinista Salvatore Accardo
Immagine biografieonline.it

Link: Salvatore Accardo

Amedeo Baldovino
Violoncellista

Firenze, 21 giugno 1985

Amedeo Baldovino
e il Maestro Sacconi


Dal libro: «Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»

Da sinistra nella foto
:
Il violinista Renato Zanettovich, il pianista Dario De Rosa
e il violoncellista Amedeo Baldovino.
Link: Trio di Trieste

Pina Carmirelli
Violinista

Roma, 11 giugno 1985

Pina Carmirelli
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»

Nella foto

La violinista Pina Carmirelli


Link: Pina Carmirelli

Pablo Casals
Violoncellista

Molitg-les-Bains (Pyr. Or.), Francia, 7 giugno 1958

Pablo Casals
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Il violoncellista Pablo Casals
Immagine: Photo Researchers by Getty Images

Link: Pablo Casals

Rocco Filippini
Violoncellista

Lugano, 23 ottobre 1983

Rocco Filippini
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Il violoncellista
Rocco Filippini

©Cosimo Filippini 2009

Link: Rocco Filippini

Pierre Fournier
Violoncellista

Salonicco, 21 gennaio 1984

Pierre Fournier
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto: Il violoncellista Pierre Fournier
Immagine: Getty Images

Link: Pierre Fournier

Zino Francescatti
Violinista

La Ciotat, 20 giugno 1985 

Zino Francescatti 
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto: 
I
l violinista Zino Francescatti
www.britannica.com

Link: Zino Francescatti

Joseph Fuchs
Violinista

New York, 4 marzo 1984

Joseph Fuchs
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Violino di Antonio Stradivari
«The Penny». Cremona, 1700 circa. 
Christie's Images / Artothek / Archivi Alinari.

Carlo Maria Giulini
Violista e Direttore d'orchestra

Milano, 18 giugno 1985

Carlo Maria Giulini 
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto
Carlo Maria Giulini e la World Philarmonic Orchestra
(Photo by Jacques Langevin / Sygma via Getty Images)

Franco Gulli
Violinista

Bloomington, Indiana
5 luglio 1983

Franco Gulli
e il Maestro Sacconi


Dal libro:

«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Il violinista Franco Gulli
pixnet.net

Link: Franco Gulli  

Yehudi Menuhin
Violinista

Londra, 19 gennaio 1984

Yehudi Menuhin
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone
Fernando Sacconi»
Nella foto: 
Il violinista Yehudi Menuhin
Immagine: Getty Images
Link: Yehudi Menuhin

Ruggiero Ricci
Violinista

Harrogate, 7 agosto 1985

Ruggiero Ricci 
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: 
l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»

Nella foto:
Violinist Ruggiero Ricci
Playing on April 25, 1977 in New York, New York
(Photo by Santi Visalli/Getty Images).

Link: Ruggiero Ricci

Leonard Rose
Violoncellista

New York, 19 gennaio 1984

Leonard Rose
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto
Il violoncellista Leonard Rose.
Photo by Erich Auerbach / Getty Images.

Link: Leonard Rose

Alexander Schneider
Violinista

New York, 26 gennaio 1984

Alexander Schneider e
il Maestro 
Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»


Nelle foto (dall'alto):

Il violinista Alexander Schneider, con firma autografa.
Da letravivalivros.com.br

Da sinistra, nella foto:
Il violinista Alexander Schneider, il violoncellista Pablo Casals
e il Maestro Sacconi.


Link:
Alexander Schneider

Isaac Stern
Violinista

New York, 19 febbraio 1984

Isaac Stern
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Il violinista Isaac Stern.
Immagine: Getty Images
Frank Micelotta Archive

Link: Isaac Stern

Henryk Szeryng
Violinista

Principato di Monaco
24 giugno 1985

Henryk Szeryng
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»

Nella foto
:
Il violinista Henryk Szeryng
Image by Getty Images
Link: Henryk Szeryng

Uto Ughi
Violinista

Venezia, 17 febbraio 1985

Uto Ughi
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Il violinista Uto Ughi.
Immagine: biografieonline.it

Link: Uto Ughi

Renato Zanettovich
Violinista

Trieste, 7 giugno 1985

Renato Zanettovich
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto: Il violinista Renato Zanettovich
Immagine: Marco Zanettovich

Link: Renato Zanettovich

Simone Fernando Sacconi
a pesca con alcuni colleghi sull'Oceano Atlantico 
nella baia di Long Island


Nella foto, da sinistra: 
Dario D'Attili, il Maestro Sacconi, Vahakn Nigogosian
Charles Beare. 
A destra, in primo piano: Mario D'Alessandro.

Nella foto sotto: 
Veduta della baia di Long Island.
Immagine iStock

Il Maestro Sacconi
nelle testimonianze di alcuni dei suoi più prestigiosi allievi e colleghi

(in ordine alfabetico, su Pc e tablet)
carlos arcieri

New York, 28 febbraio 1984

CHARLES BEARE

Londra, 4 luglio 1985

LUIZ BELLINI

New York, 2 marzo 1984

DARIO D'ATTILI

Dumont, New Jersey, 6 marzo 1984

bernard millant

Parigi, 29 agosto 1983

RENÉ A. MOREL

New York, 31 agosto 1983

VAHAKN NIGOGOSIAN

New York, 1 marzo 1984

john a. roskoski

New York, 9 luglio 1985

pierre vidoudez

Ginevra, 1° luglio 1985

HANS WEISSHAAR

Los Angeles, 21 marzo 1984

MARIO D'ALESSANDRO

Nutley, New Jersey, 18 luglio 1985

Jacques Français

New York, 29 marzo 1984

MAX MÖLLER

Huizen, 10 luglio 1983

HANS J. NEBEL

Harrington Park, 19 settembre 1983

frank passa

San Francisco, 10 marzo 1984

William Salchow

New York, 10 giugno 1985

WILLIAM H. WEBSTER

Old Tappan, New Jersey, 16 giugno 1985

anthony wrona

Buffalo, 1° maggio 1984

David Segal
Liutaio e restauratore

New York, 3 marzo 1984

David Segal
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»

Da sinistra nella foto: 
Il Maestro Sacconi,
David Segal e Francesco Bissolotti

Link: David Segal Violins

Andrea Mosconi
Conservatore dei Beni Liutari della Città di Cremona

Cremona, 28 luglio 1985

Andrea Mosconi
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Da sinistra nella foto: 
Il Maestro Sacconi con il professor Andrea Mosconi

Wanna Zambelli
Liutaia e insegnante alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona

Cremona, 29 giugno 1985

Wanna Zambelli
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»

Nella foto:
La liutaia Wanna Zambelli.
Cremona, 1983

Link: Wanna Zambelli

Elenco delle testimonianze sul Maestro Sacconi


Raccolte nel libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»

Sezioni:
Introduzione
Liutai, restauratori ed esperti / 
Musicisti / Collezionisti, studiosi e amatori /
Colophon e Ringraziamenti

Le immagini sono tratte dal libro «Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi», se non diversamente indicato.