Simone Fernando 
Sacconi


L'uomo e il maestro

nelle testimonianze dei più grandi liutai,
esperti e musicisti

che lo hanno conosciuto

Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica:
l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»
Cremona: Aclap, 1985

Il Maestro Sacconi a Point Lookout, Long Island, NY, 1948

2023
In ricordo di Simone Fernando Sacconi
nel 50° Anniversario della morte



Il prossimo anno ricorre il 50° Anniversario della scomparsa del grande liutaio, restauratore di strumenti antichi, ricercatore ed esperto Simone Fernando Sacconi (Roma, 30 maggio 1895 / Point Lookout, Long Island, NY, 26 giugno 1973), uno dei massimi esponenti della liuteria del Novecento.

In vista di questo importante appuntamento e per onorare la memoria del Maestro, è parso appropriato riproporre in questo sito web a lui dedicato numerosi brani, documenti e fotografie tratti dal libro in italiano-inglese «Dalla liuteria alla musica: l’opera di Simone Fernando Sacconi», dato alle stampe dall'Aclap di Cremona nel 1985 e presentato il 17 dicembre dello stesso anno alla Library of Congress di Washington, DC.

In questa corposa pubblicazione internazionale, ideata e promossa dai maestri liutai Francesco Bissolotti e Wanna Zambelli di Cremona, si sono raccolte le testimonianze di tanti che nel mondo – grandi liutai, restauratori di strumenti antichi, esperti, famosi musicisti, collezionisti e studiosi – hanno conosciuto o lavorato con Sacconi.

L'importanza e il valore storico dei singoli contributi hanno indotto a rispettare con assoluto rigore l'integrità dei testi originali, nella loro varietà di stili, intonazioni e forme di espressione. Si sono così salvaguardate la spontaneità e la ricchezza del sentire di ognuno; qualità che hanno fatto di quest'opera un omaggio prezioso dei grandi di ieri e di oggi al grande Maestro e alla sua arte.

-------------

«Sono stati lo straordinario affetto per gli strumenti e la comprensione per gli artisti con cui era amico che hanno fatto di Fernando Sacconi un individuo unico e che l’hanno fatto considerare dai professionisti di tutto il mondo l’uomo numero uno a cui rivolgersi per un giudizio finale.
Creò il metro col quale tutti gli altri furono misurati, e ci sono moltissimi liutai e violinisti che debbono le loro carriere e le loro conoscenze alla sua generosità. E così la sua memoria continua a vivere dentro tutti noi.»
[Isaac Stern. New York, 19 febbraio 1984]


«Non v'è alcun dubbio che Simone Fernando Sacconi fu un grandissimo liutaio e qualsiasi restauro fatto da lui fu, in sé, un capolavoro.
La sua sensibilità e la sua ammirazione per i magnifici strumenti che passavano per le sue mani erano segnate da un rispetto profondo. Come studiava e misurava i grandi Stradivari, Amati e Guarneri! Divenne una "storia d'amore".
(...) I musicisti di oggi hanno nei confronti di Simone Fernando Sacconi un enorme debito di gratitudine.»
[Leonard Rose. New York, 19 gennaio 1984]

«La mente indagatrice di (...) Sacconi ha esplorato tutto ciò che aveva a che fare con violini e archi, ed egli è diventato celebre sia come costruttore di nuovi strumenti, sia come esperto, restauratore e maestro nella messa a punto degli esemplari antichi più pregiati.
Molti dei suoi più intimi amici e dei suoi clienti più stimati sono ormai anch’essi scomparsi, ma dai racconti dei musicisti che hanno con cortesia contribuito a questo libro emerge la figura di un liutaio loro dedito e del tutto qualificato a servire i loro bisogni.
Dalle testimonianze dei liutai il lettore non soltanto comprenderà l’eccezionale stima che si aveva per il Maestro Sacconi, ma intuirà anche qualcosa della sua grandezza come insegnante e della sua amabile generosità nel trasmettere il sapere che aveva con tanta fatica accumulato.»

[Charles Beare. Londra, 4 luglio 1985]

«Conobbi Sacconi per la prima volta nel 1937 a Cremona, e più tardi lo stesso anno a New York, dove dirigeva la bottega di Emil Hermann. In quell'occasione gli mostrai un violino ancora senza vernice per averne un suo giudizio e dei consigli. Da allora gli feci regolari visite finché divenni dipendente di Emil Herrmann. Da quel momento in poi, lavorando a tempo pieno con Sacconi, ebbi l'eccezionale opportunità di rimanere sotto la sua guida fino al 1947, quando mi trasferii a Los Angeles e mi misi in proprio. Non mi soffermerò su degli aneddoti, ma citerò quelli che ritengo siano i più importanti e mirabili contributi che quest'uomo rinascimentale ha dato alla nostra arte e alla nostra professione.
Innanzitutto, aveva una destrezza stupefacente in tutte le fasi dell'intaglio del legno, tanto da collocarlo fra i migliori mai esistiti. Inoltre, sapeva disegnare e ritoccare come un pittore e, soprattutto, conosceva a fondo i grandi liutai classici italiani dei secoli XVI, XVII e XVIII e aveva gradualmente acquisito – attraverso la sua quasi fanatica dedizione e operosità – un vasto sapere generale e un gusto raffinato.
Tutti questi copiosi doni meravigliosamente sviluppati si accompagnarono a una fantasia artistica che gli permise di inventare nuove e sofisticate tecniche di riparazione, che insegnò a quegli allievi che realmente lavorarono con lui. Fu un vero pioniere in questo campo e il risultato della sua attività didattica fu un innalzamento del livello della liuteria e del restauro negli Stati Uniti, al punto che quel livello è ancor oggi insuperato.
I suoi colleghi hanno continuato la sua opera sia qui che in Europa. Per quanto riguarda la ricerca, nessuno prima di Sacconi ha eguagliato lo zelo con cui lui studiò il lavoro dei liutai classici italiani. Lo studio veramente minuzioso di circa i due terzi dell'opera di Stradivari gli permise di pubblicare il suo così prezioso libro: I 'segreti' di Stradivari. Nacque in lui anche un grande interesse per lo studio dei materiali usati dai liutai classici, e le sue scoperte riguardanti i materiali per la filettatura usati dai diversi liutai e nelle diverse scuole furono fedelmente catalogate e ampliate da Dario D'Attili, che di Sacconi fu senza dubbio l'allievo più devoto, l'assistente e il collaboratore di più lunga durata (35 anni).
Mi è stato chiesto in che modo Sacconi abbia influenzato il mio lavoro. La risposta è: "In tutti i modi." Mi ha aiutato a capire e ad apprezzare la grande tradizione classica italiana.»
[Hans Weisshaar. Los Angeles, 21 marzo 1984]

«Sacconi era l’oracolo per noi violinisti. Quando ci si incontrava tra colleghi e ci si chiedeva questo violino cos’è, cosa non è, la prima domanda era: “Sacconi l’ha visto? Cosa dice Sacconi?” Lui era l’ultima parola, era il vangelo, e non solo per noi, ma anche per tutti i suoi colleghi, e questo è anche più importante, perché di colleghi straordinari ce ne sono, però per tutti loro – soprattutto quando si parlava di Stradivari – era Sacconi che aveva l’ultima parola; c’era quindi questa enorme considerazione, veramente enorme; sia tra i miei che fra i suoi colleghi era un po’ una specie di mito, Sacconi era un mito.
E voglio ricordarlo così, come un grande faro, quasi un riferimento obbligato per musicisti e liutai.
Un grandissimo esperto ed un grande uomo, di una straordinaria umanità.»
[Salvatore Accardo. Cremona, 7 ottobre 1983]

«Simone Fernando Sacconi era un artigiano che attraverso un incessante lavoro ha portato la sua arte tanto vicino alla perfezione quanto solo la passione per il mestiere permette. Fedele, modesto nonostante la sua grande reputazione e la sua sapienza, e con la sua sensibilità latina, si può dire di lui con W. Shakespeare: "Gli elementi erano così amalgamati in lui che la Natura potrebbe alzarsi e dire al mondo intero: Questo era un uomo!"»
[Pierre Vidoudez. Ginevra, 1° luglio 1983]

«Sacconi è stato una personalità importante perché ha saputo stimolare lo sviluppo della liuteria contemporanea, e ne ha dato lui stesso degli esempi bellissimi, ma ha anche saputo trasmettere l'amore per i grandi del passato, ha saputo anche insegnare a tantissimi giovani violinisti che Guarneri, Stradivari, Bergonzi, Amati e tutti quanti devono essere ammirati, devono essere amati non soltanto come grandi liutai ma anche come manifestazione del genio umano, come prodotto di una grande civiltà. E sappiamo che per essere liutaio si deve essere artista, si deve essere anche uomo di scienza, di saggezza, di filosofia; sappiamo che applicando soltanto le leggi di fisica acustica non si costruiscono dei violini, che anche l'aspetto empirico è importante e che le regole esistono e naturalmente devono essere rispettate, ma che le eccezioni, le variabili sono tante. In questo senso e su questi temi Fernando Sacconi ha svolto negli Stati Uniti un'opera che io definirei apostolica; ha sviluppato il senso della qualità del suono e della sua facoltà di arrivare ai punti più lontani; raccomandava che ciascuno cercasse la possibilità di un suono grande, di un suono ampio, ma è sempre stato contro la forza, che naturalmente obbliga il violino a suonare con minore chiarezza. A questo proposito noi ci capivamo assai bene, perché sia lui che io siamo dell'opinione che il volume del suono aumenta con la grande qualità del suono stesso e non soltanto con la forza, con la pressione dell'arco.
Credo che il contributo dato alla filosofia del violino da Simone Fernando Sacconi sia stato importantissimo e in moltissimi casi lui ha dimostrato che è possibile far coesistere il rispetto della tradizione con l'ambizione di cercare vie nuove e possibilità nuove. Per fare cose importanti l'uomo in genere, l'artista, l'uomo di scienza, il poeta, il pittore, lo scultore ha bisogno di tranquillità, ha bisogno di concentrazione, ha bisogno di potersi isolare durante la preparazione di un lavoro impegnativo e Sacconi andava a Long Island, vicino alla città di New York, molto vicino al mare e ad una spiaggia bellissima, Jones Beach, e quando voleva ispirarsi, anziché rimanere nel suo atelier, andava a passeggiare; per me, il fatto di passeggiare anche da solo ha una funzione importantissima nella vita dell'artista, perché se la passeggiata la si fa vicino a un capolavoro, vicino a una bella natura, anche senza assaporare il miracolo, subito arriva però il momento dell'ispirazione. Anche in questo, riscontro delle affinità che mi hanno unito a Sacconi: la ricerca della bellezza, della natura, del pensiero concentrato.
Il contributo fondamentale di Simone Fernando Sacconi nel campo della musica e della liuteria è quello di essere stato una specie di ponte fra Cremona e tutti i liutai moderni, perché lui non diceva che si devono copiare i cremonesi – questo non è possibile – ma che si deve approfittare della bellissima esperienza del passato, che si devono ricercare le possibilità del futuro e che, nel presente, si devono miscelare le due possibilità, i due elementi.
Per Sacconi la liuteria era semplicemente una forma di vita.»
[Henryk Szeryng. Principato di Monaco, 24 giugno 1985]

«Farei torto a Sacconi se non riferissi della grande stima e dell'altissima considerazione che si avevano di lui nell'ambiente musicale. Era conosciuto da tutti, da Menuhin a Stern, a Francescatti, Brengola, Gulli, Accardo, Zukerman, Perlman, ecc. e da tutti era ritenuto il grande luminare, il grande professionista sia nel restauro che nella montatura degli strumenti antichi.
Proverbiale era la sua capacità di riparare, riportandoli a nuova vita, grandi capolavori del passato, con una abilità manuale straordinaria che era frutto sia della sua enorme esperienza che della sua eccezionale sensibilità e del suo grande amore per la creatività del proprio lavoro.
E riproporre oggi la figura di Sacconi credo equivalga innanzitutto a riproporre, nel contesto della nostra moderna società industriale, il valore centrale della creatività del lavoro, valore che ritengo debba accomunare tanto l'opera del liutaio quanto l'arte del violinista.»
[Uto Ughi. Venezia, 17 febbraio 1985]

«Ho conosciuto Simone Fernando Sacconi una ventina di anni fa, in occasione del mio primo giro di concerti in America, quando il Maestro era ancora da Wurlitzer alla 42a Strada. Sono stato subito affascinato dalla straordinaria personalità umana e professionale di Simone Sacconi, dalla conoscenza incredibile della liuteria antica e dalla bravura eccelsa nella creazione e nel restauro.»
[Franco Gulli. Bloomington, Indiana, 5 luglio 1983]

«Ho una fotografia di Sacconi nella mia bottega, appesa dietro di me mentre lavoro. Lo chiamo il mio angelo protettore; lo so che sembra sciocco, ma io ho come delle conversazioni con lui, specialmente quando sono in difficoltà e gli dico qual è il mio problema.
In qualche modo sento che, con lui là, posso risolvere meglio il problema: è come avere una spalla su cui appoggiarsi. Se qualcosa va storto, mi giro e do la colpa a lui, poi penso a cosa lui avrebbe fatto in una situazione simile.
Cerco ancora di seguire i suoi ideali, di essere mentalmente elastico e di curare ogni dettaglio dei restauri che sto facendo nel modo che lui avrebbe adottato. Avevamo e abbiamo ancora una specie di relazione spirituale.»
[Carlos Arcieri. New York, 28 febbraio 1984]

«Sono sicuro che, se esiste un paradiso dei liutai, [Sacconi] siede ora alla destra di Antonio Stradivari e starà chiedendo a Giuseppe Guarneri del Gesù: "Perché eri un artigiano così poco accurato?"»
[Anthony Wrona. Buffalo, 1° maggio 1984]

Simone Fernando Sacconi

Padre adottivo dei giovani liutai.

Simone Fernando Sacconi


A destra nella foto:

il Maestro Sacconi durante i lavori preparatori della grande mostra del «Bicentenario Stradivariano», allestita a Cremona, nel Palazzo dell'Arte, dal maggio all'ottobre del 1937.

A sinistra nella foto: 
il professor don Illemo Camelli, pittore cremonese e all'epoca direttore dei Musei Civici di Cremona.

Simone Fernando Sacconi

Copia, realizzata dal Maestro, del violino intarsiato di Antonio Stradivari «Hellier» del 1679.
Lo strumento è conservato nel Museo del Violino di Cremona. 
© Getty Images

Arturo Toscanini e Simone Fernando Sacconi

Il famoso direttore d'orchestra fu grande amico ed estimatore di Sacconi

Simone Fernando Sacconi

Viola tenore costruita dal Maestro. New York, 1934. © Foto Claudio Rampini

Pablo Casals e Simone Fernando Sacconi


"A Simone Sacconi con i miei sinceri ringraziamenti e i più cordiali saluti". 
"Bene, debbo congratularmi con Lei per il Suo lavoro. Sono molto felice del violoncello.
La sonorità, nonostante sia un po' diversa da prima, è comunque meravigliosa."
 

(Pablo Casals, Molitg-les-Bains, Francia, 7 giugno 1958).

Un testo prezioso, ancora oggi base di
riferimento per liutai e musicisti


«I 'segreti' di Stradivari»


Prefazione del professor Alfredo Puerari, direttore dei Musei Civici di Cremona, al libro «I 'segreti' di Stradivari» di Simone Fernando Sacconi.
Cremona, 1972.

Il Maestro Sacconi ha conosciuto, per lavoro e amicizia personale, alcuni fra i più grandi musicisti del suo tempo: Casals, Kreisler, Enescu, Heifetz, Elman, Cassadò, Huberman, Flesch, Busch, Francescatti, Feuermann, Milstein, Piatigorski, Zimbalist, Salmond, Fournier, Szigeti, Stern, Menuhin, Oistrach, Ricci, Szeryng, Rostropovich, Primrose, Rose, Perlman, Accardo, Ughi, Zukerman, Du Prè e tanti altri.

Rapporti ha intrattenuto anche con i maggiori compositori e direttori d'orchestra del tempo, da Strauss, a Debussy, Zandonai, Respighi, Casella, Mascagni, Pizzetti e Toscanini.

Simone Fernando Sacconi

Cittadino onorario

di Cremona 



«Al M° Simone Fernando Sacconi, benemerito dell'arte liutaria, sapiente divulgatore dei segreti di Antonio Stradivari,
il Consiglio Comunale di Cremona, grato e riconoscente, decreta la cittadinanza onoraria»


La cerimonia si è svolta nella Saletta dei Matrimoni, dove sono esposti i cimeli della scuola liutaria cremonese. Erano presenti gli assessori, i capigruppo consiliari, personalità del mondo della cultura cremonese, i dirigenti ed i responsabili della Scuola internazionale di liuteria e della Scuola di paleografia musicale nonché il Cittadino onorario Walter Stauffer.


Tratteggiata dal Sindaco la figura del celebre maestro


Cremona, Palazzo Comunale
11 novembre 1972


Nelle foto, dall'alto:
► Il Maestro Sacconi mentre riceve dal Sindaco di Cremona, sen. Emilio Zanoni, il Decreto di conferimento della Cittadinanza onoraria.
► Il Decreto di conferimento.

La 'segreta' grandezza 
di Simone Fernando Sacconi


di
Claudio Rampini

Nella foto:  
Violoncello del Maestro Sacconi. Roma, 1927

L'anniversario
Sacconi e il mito di Stradivari


Già in campo diverse iniziative per celebrare i cinquant’anni dalla morte del liutaio. Accardo: "Era il vangelo"

di Nicola Arrigoni

«La Provincia» di Cremona
martedì 9 agosto 2022

Nella foto:
Il Maestro Sacconi intento alla sgrossatura del
contorno del fondo di uno strumento.

La lezione attuale di Simone Fernando Sacconi

 
di Claudio Rampini

Da: «Amadeus / Il mensile della grande musica»
Milano, ottobre 2022

Ensemble
Sacconi Quartet


«Sacconi Quartet»


Simone Fernando Sacconi
Il nome «Sacconi Quartet» deriva dal famoso ed eccezionale liutaio e restauratore italo-americano del Novecento Simone Fernando Sacconi, il cui libro «I 'segreti' di Stradivari» è considerato ancora oggi un riferimento sicuro e indispensabile per i liutai.

Strumenti del «Sacconi Quartet»
Ben Hancox suona un violino Sacconi del 1932 e Robin Ashwell una viola Sacconi del 1934, entrambi prodotti a New York. Hannah Dawson suona un violino Sacconi del 1927 fatto a Roma, e Cara Berridge suona un violoncello di Nicolò Gagliano del 1781.
Gli strumenti di Ben, Hannah e Cara sono generosamente prestati dalla Royal Society of Musicians, la più antica associazione musicale britannica. Robin è in debito di gratitudine con Ellen Solomon per l'uso della sua viola.

Gli strumenti del Quartetto

Robin Ashwell (viola Sacconi 1934) e Cara Berridge (violoncello Nicolò Gagliano 1781)

Quel pomeriggio di una calda estate assieme al Sacconi Quartet


Che cosa c'è di più bello di un quartetto di Beethoven?
La risposta non può che essere una sola: un quartetto suonato bene.

Testo e foto: Claudio Rampini
da «Il Portale del Violino»

Simone Fernando Sacconi

Violoncello costruito dal Maestro (Roma, 1927)
Lo strumento è conservato nel Museo degli Strumenti Musicali dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Roma.
Foto: © Claudio Rampini


Testimonianze sul Maestro Sacconi


La
vita e l'opera del Maestro
nelle testimonianze dei più famosi liutai, restauratori, esperti e musicisti che lo hanno conosciuto

Simone Fernando Sacconi 
nel racconto della moglie
 
Teresita Pacini

Point Lookout, Long Island, NY
29 febbraio 1984

Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica:
l'opera di Simone Fernando Sacconi»

Nella foto: 
Simone Fernando Sacconi

Charles Beare
Liutaio, restauratore ed esperto

Londra, 4 luglio 1985

Charles Beare
e il Maestro Sacconi


Introduzione al libro: 
«From Violinmaking to Music: The Life and Works of Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
La copertina del libro
(English version)

Link: Charles Beare

Francesco Bissolotti
Liutaio

Cremona, 26 giugno 1985

Francesco Bissolotti e
il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
La copertina del libro
(versione italiana)


Link: Francesco Bissolotti

Lee Wurlitzer
Ex Presidente della ditta Rembert Wurlitzer

New York, 29 aprile 1985

Lee Wurlitzer
e il Maestro Sacconi

Dal libro: 
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»



Nelle foto (dall'alto):

 A destra, il Maestro Sacconi con la signora Lee Wurlitzer (al centro) e la figlia Marianne (seconda da sinistra).
La signora Wurlitzer è diventata Presidente della ditta Rembert Wurlitzer di liutai e commercianti in strumenti antichi dopo la morte di suo marito Rembert, che aveva fondato la società a New York nel 1949. La collaborazione fra Rembert Wurlitzer e Fernando Sacconi aveva portato la ditta a fama mondiale e ne aveva fatto il punto d'incontro dei più famosi musicisti nel campo degli strumenti ad arco. Come Presidente, la signora Wurlitzer si è distinta per aver concluso la più grande transazione mai fatta, quella dei preziosi violini della Collezione Hottinger.

Rembert Wurlitzer, Fondatore e Presidente della omonima prestigiosa Casa di violini di New York, nella quale Sacconi ha lavorato per oltre vent'anni. Dopo la morte del Maestro, la ditta ha cessato la propria attività.

Da Wurlitzer al 120 della 42a Strada Ovest a New York.
In prima fila, da sinistra: Simone Fernando Sacconi, Rembert Wurlitzer e Dario D'Attili.
In seconda fila, da sinistra: René A. Morel, Mario D'Alessandro, John Roskoski, Tommy Bertucca, William Salchow, Hans J. Nebel e Frank Passa.

Link: Rembert Wurlitzer Co.

Marianne Wurlitzer
Ex Vice-Presidente della ditta Rembert Wurlitzer

New York, 11 luglio 1985

Marianne Wurlitzer e
il Maestro Sacconi


Dal libro: 
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Il maestro Sacconi con Marianne Wurlitzer, figlia di Rembert e Lee Wurlitzer.

Link: Rembert Wurlitzer Co.

Violino
Antonio Stradivari
«Il Cremonese» 1715
ex Joachim



Il Maestro Sacconi adorava il sommo liutaio. A Stradivari ha dedicato una vita intera di studi e ricerche, i cui risultati ha documentato con dovizia di particolari nel libro «I 'Segreti' di Stradivari».

«I 'Segreti' di Stradivari» è stato l'ultimo regalo che Fernando Sacconi ha fatto alla sua professione, un resoconto dettagliato di come Stradivari costruiva i suoi impareggiabili strumenti, ed è diventato quasi una bibbia.
Il metodo ivi descritto è, io credo, certamente quello di Stradivari e quasi certamente il migliore, ma Sacconi si sarebbe dispiaciuto per quelli che lo seguono ciecamente presumendo che il loro risultato sia inevitabilmente buono. Egli ha raggiunto il suo alto livello ed è diventato il grande personaggio che era mettendo in dubbio tutto, seguendo il proprio istinto e decidendo con la propria testa, ricercando sempre un modo migliore per fare le cose e un risultato migliore. Antonio Stradivari stesso difficilmente può essere stato diverso.

[Charles Beare, Londra, 4 luglio 1985]

Lo strumento è conservato nel prestigioso «Museo del Violino» di Cremona, meta di migliaia di visitatori ogni anno, e viene suonato in audizioni, concerti e performance di celebri violinisti nell'Auditorium «Giovanni Arvedi» dello stesso Museo, sala di superba bellezza e la cui acustica perfetta è lodata in tutto il mondo.

Link: Museo del Violino

Il Maestro Sacconi
nelle testimonianze di alcuni dei più grandi Musicisti
che lo hanno conosciuto

(in ordine alfabetico)

Salvatore Accardo
Violinista

Cremona, 7 ottobre 1983

Salvatore Accardo
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto: Il violinista Salvatore Accardo
Immagine biografieonline.it

Link: Salvatore Accardo

Amedeo Baldovino
Violoncellista

Firenze, 21 giugno 1985

Amedeo Baldovino
e il Maestro Sacconi


Dal libro: «Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»

Da sinistra nella foto
:
Il violinista Renato Zanettovich, il pianista Dario De Rosa
e il violoncellista Amedeo Baldovino.
Link: Trio di Trieste

Pina Carmirelli
Violinista

Roma, 11 giugno 1985

Pina Carmirelli
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»

Nella foto

La violinista Pina Carmirelli


Link: Pina Carmirelli

Pablo Casals
Violoncellista

Molitg-les-Bains (Pyr. Or.), Francia, 7 giugno 1958

Pablo Casals
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Il violoncellista Pablo Casals
Immagine: Photo Researchers by Getty Images

Link: Pablo Casals

Piero Farulli
Violista

Fiesole, 7 giugno 1985

Piero Farulli
e il Maestro Sacconi


Dal libro:

«Dalla liuteria alla musica:
l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Il violista Piero Farulli 
Da: www.controradio.it

Link: Piero Farulli

Rocco Filippini
Violoncellista

Lugano, 23 ottobre 1983

Rocco Filippini
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Il violoncellista
Rocco Filippini

©Cosimo Filippini 2009

Link: Rocco Filippini

Pierre Fournier
Violoncellista

Salonicco, 21 gennaio 1984

Pierre Fournier
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto: Il violoncellista Pierre Fournier
Immagine: Getty Images

Link: Pierre Fournier

Zino Francescatti
Violinista

La Ciotat, 20 giugno 1985 

Zino Francescatti 
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto: 
I
l violinista Zino Francescatti
www.britannica.com

Link: Zino Francescatti

Joseph Fuchs
Violinista

New York, 4 marzo 1984

Joseph Fuchs
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Violino di Antonio Stradivari
«The Penny». Cremona, 1700 circa. 
Christie's Images / Artothek / Archivi Alinari.

Carlo Maria Giulini
Violista e Direttore d'orchestra

Milano, 18 giugno 1985

Carlo Maria Giulini 
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto
Carlo Maria Giulini e la World Philarmonic Orchestra
(Photo by Jacques Langevin / Sygma via Getty Images)

Franco Gulli
Violinista

Bloomington, Indiana
5 luglio 1983

Franco Gulli
e il Maestro Sacconi


Dal libro:

«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Il violinista Franco Gulli
pixnet.net

Link: Franco Gulli  

Yehudi Menuhin
Violinista

Londra, 19 gennaio 1984

Yehudi Menuhin
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone
Fernando Sacconi»
Nella foto: 
Il violinista Yehudi Menuhin
Immagine: Getty Images
Link: Yehudi Menuhin

Ruggiero Ricci
Violinista

Harrogate, 7 agosto 1985

Ruggiero Ricci 
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: 
l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»

Nella foto:
Violinist Ruggiero Ricci
Playing on April 25, 1977 in New York, New York
(Photo by Santi Visalli/Getty Images).

Link: Ruggiero Ricci

Leonard Rose
Violoncellista

New York, 19 gennaio 1984

Leonard Rose
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto
Il violoncellista Leonard Rose.
Photo by Erich Auerbach / Getty Images.

Link: Leonard Rose

Alexander Schneider
Violinista

New York, 26 gennaio 1984

Alexander Schneider e
il Maestro 
Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»


Nelle foto (dall'alto):

Il violinista Alexander Schneider, con firma autografa.
Da letravivalivros.com.br

Da sinistra, nella foto:
Il violinista Alexander Schneider, il violoncellista Pablo Casals
e il Maestro Sacconi.


Link: Alexander Schneider

Isaac Stern
Violinista

New York, 19 febbraio 1984

Isaac Stern
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Il violinista Isaac Stern.
Immagine: Getty Images
Frank Micelotta Archive

Link: Isaac Stern

Henryk Szeryng
Violinista

Principato di Monaco
24 giugno 1985

Henryk Szeryng
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»

Nella foto
:
Il violinista Henryk Szeryng
Image by Getty Images
Link: Henryk Szeryng

Uto Ughi
Violinista

Venezia, 17 febbraio 1985

Uto Ughi
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto:
Il violinista Uto Ughi.
Immagine: biografieonline.it

Link: Uto Ughi

Renato Zanettovich
Violinista

Trieste, 7 giugno 1985

Renato Zanettovich
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Nella foto: Il violinista Renato Zanettovich
Immagine: Marco Zanettovich

Link: Renato Zanettovich

Simone Fernando Sacconi
a pesca con alcuni colleghi sull'Oceano Atlantico nella baia di Long Island


Nella foto, da sinistra: 
Dario D'Attili, il Maestro Sacconi, Vahakn Nigogosian
Charles Beare. 
A destra, in primo piano: Mario D'Alessandro.

Nella foto sotto: 
Veduta della baia di Long Island.
Immagine iStock

Il Maestro Sacconi
nelle testimonianze di alcuni dei suoi più prestigiosi allievi e colleghi

(in ordine alfabetico, su Pc e tablet)
carlos arcieri

New York, 28 febbraio 1984

CHARLES BEARE

Londra, 4 luglio 1985

LUIZ BELLINI

New York, 2 marzo 1984

DARIO D'ATTILI

Dumont, New Jersey, 6 marzo 1984

bernard millant

Parigi, 29 agosto 1983

RENÉ A. MOREL

New York, 31 agosto 1983

VAHAKN NIGOGOSIAN

New York, 1 marzo 1984

john a. roskoski

New York, 9 luglio 1985

pierre vidoudez

Ginevra, 1° luglio 1985

HANS WEISSHAAR

Los Angeles, 21 marzo 1984

MARIO D'ALESSANDRO

Nutley, New Jersey, 18 luglio 1985

Jacques Français

New York, 29 marzo 1984

MAX MÖLLER

Huizen, 10 luglio 1983

HANS J. NEBEL

Harrington Park, 19 settembre 1983

frank passa

San Francisco, 10 marzo 1984

William Salchow

New York, 10 giugno 1985

WILLIAM H. WEBSTER

Old Tappan, New Jersey, 16 giugno 1985

anthony wrona

Buffalo, 1° maggio 1984

 

Sesto Rocchi
e il Maestro Sacconi

Dall'Autobiografia del liutaio Sesto Rocchi (1909 – 1991)

David Segal
Liutaio e restauratore

New York, 3 marzo 1984

David Segal
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»

Da sinistra nella foto: 
Il Maestro Sacconi,
David Segal e Francesco Bissolotti

Link: David Segal Violins

Andrea Mosconi
Conservatore dei Beni Liutari della Città di Cremona

Cremona, 28 luglio 1985

Andrea Mosconi
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»


Da sinistra nella foto: 
Il Maestro Sacconi con il professor Andrea Mosconi

Wanna Zambelli
Liutaia e insegnante alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona

Cremona, 29 giugno 1985

Wanna Zambelli
e il Maestro Sacconi


Dal libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di 
Simone Fernando Sacconi»

Nella foto:
La liutaia Wanna Zambelli.
Cremona, 1983

Link: Wanna Zambelli

A New York, stroncato da un malore

È morto Sacconi
(forse il più grande dei liutai)


di Elia Santoro

«La Provincia» di Cremona
27 giugno 1973

Nella foto: l'ultima immagine di Simone Fernando Sacconi scattata dalla moglie Teresita Pacini a Point Lookout, Long Island, NY.

Elenco delle testimonianze 
sul Maestro Sacconi


Raccolte nel libro:
«Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi»

Sezioni:
Introduzione
Liutai, restauratori ed esperti 
Musicisti / Collezionisti, studiosi e amatori
Colophon e Ringraziamenti

Le immagini sono tratte dal libro «Dalla liuteria alla musica: l'opera di Simone Fernando Sacconi», se non diversamente indicato.